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MUSEO CHIERICI


Nel 1862 don Gaetano Chierici ordina il Gabinetto di Antichitą Patrie, ampliato nel 1870 come Museo di Storia Patria, il cui nucleo fondamentale č la Collezione di Paletnologia.

Conservata negli arredi originari e nell’allestimento immediatamente posteriore alla morte di Chierici, č stata di recente ricondotta all’assetto concepito dal fondatore. La Collezione rappresenta infatti la pił immediata espressione del lavoro di un paletnologo nell’etą stessa in cui nasce la "novissima scienza", la Paletnologia, come studio delle pił antiche culture umane.

L’esposizione si articola in tre serie. La prima, fulcro dell’intera collezione, riunisce i materiali archeologici dalla provincia di Reggio Emilia. Rimangono ad essa subordinate le due serie extraprovinciali, che presentano rispettivamente materiali da altre regioni d’Italia e da altri paesi, quest’ultima comprendente anche raccolte etnografiche. Queste sono diretta espressione del metodo comparativo, fra culture della Preistoria e culture dei "selvaggi" contemporanei, in uso nell’ambito della nascente Paletnologia.

Nella serie locale i materiali sono ordinati entro sequenze cronologiche, e suddivisi per complessi di provenienza omogenei (topografici e di scavo). Da un’ulteriore distinzione, per materia, si passa ad isolare le diverse tecnologie. Si giunge infine alla suddivisione fondamentale, per tipologie di oggetti.

I materiali sono esposti integralmente, senza distinzione fra oggetti di prima e di seconda scelta. La Paletnologia, secondo Chierici, č infatti scienza "democratica".

Si riconosce in questo metodo di lavoro un’impostazione positivistica, che si avvale di ogni possibile sussidio offerto dalla Geologia, dalle Scienze Naturali, dall’Antropologia, anche attraverso l’esposizione di campionature dei terreni di scavo e di raccolte osteologiche, tutte meticolosamente determinate.