ERBARI
Otto sono le raccolte erbariologiche presenti nelle collezioni dei Musei, oltre all’erbario conservato nella Collezione Spallanzani ed appartenuto allo scienziato.
Tra queste la pił antica č un volume rilegato che porta l’iscrizione "Erborario Naturale di S. Spirito di Reggio", che si puņ far risalire alla metą del XVII secolo. In esso le essenze, quasi completamente perdute, sono fissate ai fogli con liste di tessuto colorato e sono spesso accompagnate dalla descrizione delle proprietą terapeutiche. Sempre del XVII secolo l’"Herborarium Zanonium", in due fascicoli (anno I, 1673 e anno II, 1674), riconducibile all’opera del grande botanico Jacopo Zannoni.
Tra gli erbari del XVIII e XIX secolo spicca quello dell’agronomo Filippo Re, che raccolse in 158 teche oltre 8000 specie vegetali, sia locali che esotiche, ordinate secondo la sistematica linneana. Ad esso si aggiunge quello del collaboratore del Re, Giovanni Fabriani.
Di grande interesse anche l’erbario di Antonio Cremona Casoli (1870-1949), il quale annotando le stazioni di raccolta, fornisce un quadro della flora locale agli inizi del secolo, permettendo di verificare gli eventuali mutamenti avvenuti.